
GIANFRANCO BARUCHELLO, Interno Sensibile
Data: Saturday, 18 November 2006 alle ore 16:11 Argomento: Archivio articoli
Dal 25 novembre 2006 al 27 gennaio 2007
Fondazione SoutHeritage per l'arte contemporanea - Via F.sco Paolo Volpe 6 Matera
L'appuntamento che Fondazione SoutHeritage dedica ai maestri del contemporaneo presenta il progetto sull'opera di Gianfranco Baruchello ideato in collaborazione con Fondazione Baruchello. Sperimentatore di linguaggi e media diversi l'artista, dalla fine degli anni Sessanta fonda provocatoriamente società fittizie che lo porteranno, nel 1973 all'operazione Agricola Cornelia S.p.A., vera e propria activity durata otto anni.
In questo periodo è il rapporto tra arte e natura, tra cultura e agricoltura, tra arte e territorio, tra spazio interno (mentale) e spazio fisico della terra che Baruchello indaga, mettendo a punto una pratica linguistica di confine, all'interno della quale la pittura, il disegno, il video, la scrittura, l'azione, hanno tutti avuto una funzione importante.
Soprattutto per questi aspetti presenti dunque da anni nel suo lavoro, con
Interno sensibile, su particolare invito della Fondazione SoutHeritage,
Baruchello torna dunque su questi temi in due fasi distinte. Nella prima, il 25
novembre 2006, Gianfranco Baruchello presenta al pubblico una serie di opere
(dipinti, video, oggetti, libri) a documentazione del lavoro storico. Nella
seconda fase, prevista invece per il 2007, un'installazione appositamente
studiata per Matera, metterà il pubblico in una condizione percettiva complessa,
tra natura e specificità territoriali, (storiche, simboliche e sociali),
all'interno della quale saranno impiegati immagine, audio e oggetti. Il sogno e
il racconto, la memoria personale e collettiva, la dimensione interna, psichica
o immaginaria, sempre in stretta relazione con lo spazio esterno, fisico della
terra, il recupero di antichi saperi agresti, la storia e l'archeologia di un
luogo (l'Etruria, le antiche strade che percorrevano il Lazio più antico),
tornano in questo progetto che si colloca, dunque, su una lunga linea di
ricerca, avviata nei primi anni Sessanta.
Le opere su tela nascono da un'indagine dello spazio paradossale interno al
sogno e al paesaggio di questo con immagini di cavità, grotte, sottosuoli
mentali ai confini tra realtà e percezione. In questi quadri, caratterizzati da
vaste superfici bianche in cui piccole immagini o linee sottili di confine
disegnano e collegano spazi mentali, emerge il linguaggio più caratteristico di
Baruchello che dal 1963 riduce gli elementi della pittura nell'essenzialità di
uno spazio quasi monocromo individuato come “incerto”. Nei video sono presenti
invece temi cari a Baruchello come lo spazio impercettibile del mutamento delle
cose (il video Retard ), l'attenzione per il banale, la vita do ogni giorno
osservata dall'interno di un'automobile ( Cento donne viste dall'interno di
un'automobile ), la ripetitività del gesto per attraversare spazi ordinari ( Non
c'è ), l'accostamento paradossale tra natura e storia, tra giardino, terra e
perdita di sé ( Ballade ).
Protagonista della ricerca artistica della seconda metà del XX secolo, dal 1959,
Baruchello ha considerato l'arte come sperimentazione radicale. Attraverso l'uso
di media e tecniche diverse, ha praticato la pittura, l'oggetto/assemblage, la
scrittura, la poesia, l'azione. Ha anche fondato società fittizie, praticato
l'agricoltura e la zootecnia nei modi della activity artistica; ha realizzato
film sperimentali primi tra i quali Il grado zero del paesaggio del 1963 e
Verifica incerta del 1964, ha fatto uso dell'immagine in movimento già
dall'inizio degli anni Settanta. Dal 1973, partendo dall'indagine sul rapporto
valore d'uso-valore di scambio nell'arte avvia l'operazione Agricola Cornelia
S.p.A ., che si proponeva lo scopo di “coltivare la terra”, conclusa nel 1981.
Altri progetti si sono incentrati sulla ricerca di significato dello spazio
interno degli edifici (L'altra casa , 1978-79), sulla realizzazione di
interventi in esterni (il “ giardino ” e il “bosco ”, dalla metà degli anni ‘80)
pensati come spazi mentali e dell'immaginario. Il rapporto con la natura è stato
per Baruchello il motivo di una lunga riflessione che sin dai primi anni
Sessanta (il quadro Io sono un albero ) ha considerato la natura in relazione
alle specificità territoriali e sociali. Dal 1973, da quando cioè va a vivere in
campagna, il rapporto con la natura è diventato soprattutto rapporto con la
terra, rivisitando di essa anche la mitologia, l' archeologia e la storia. Il
fatto di vivere in terre che si trovavano al centro di una zona di grande
interesse archeologico, (il Parco di Veio e la vecchia Etruria) ha portato
Baruchello a conoscere quei luoghi, fino ad incentrare in essi operazioni
artistiche che hanno portato la sperimentazione verso esiti innovativi. Dal
lavoro sulla casa e il bambù, sugli alberi (sempre “curati” e mai invasivamente
trattati), all'indagine sul rapporto agricoltura-cultura-arte-estetica, al
giardino e al bosco, Baruchello ha sviluppato una ricerca nella quale la natura
diveniva “paesaggio mentale”, luogo di identificazione, di individuazione di se
stessi e di forme impreviste dell'immaginazione.
Nel clima sperimentale italiano degli anni Sessanta, vicino allo spirito degli
scrittori e poeti del Gruppo '63 (Balestrini, Sanguineti, Giuliani), delle
ricerche dello strutturalismo e dell' “opera aperta” (U. Eco), accanto a quanto
avveniva nella musica d'avanguardia e del cinema sperimentale, Baruchello ha
posto la sua ricerca in un ambito internazionale con mostre (dalla storica The
New Realists alla Galleria Sidney-Janis di New York del 1962) e amicizie (Duchamp,
Jouffroy, Lyotard, Lascault, Cooper, ecc.), che sono rimasti all'origine o
all'interno di molte sue operazioni artistiche. In quest'ottica se l'arte del XX
secolo è storia dello sconfinamento dallo spazio della rappresentazione a quello
della la vita, Baruchello è, di questa storia, il primo testimone.
Gianfranco Baruchello (Livorno 1924) ha realizzato progetti espositivi nei più
importanti luoghi museali italiani e stranieri come: Lousiana Museum - North
Zealand, Musée d'Art Moderne-Parigi, SFMOMA -S.Francisco, MoMA -New York,
Solomon Guggenheim Museum-New York, MoCA - Chicago, ICA -Londra, Museum of
Philadelphia Civic Center, Hishhorn Museum - Washington, I.C.A. - Montreal,
National Gallery - Melbourrn, P.A.C. - Milano, Palais de Beuax Art - Bruxelles,
Palazzo delle Esposizioni - Roma, Carnegie Institute - Pittsburg, Centre
Pompidou - Parigi, III Biennale di Sidney, Museum Ludwig - Colonia. Ha
partecipato inoltre alle rassegne d'arte contemporanea più significative a
livello internazionale tra cui la 37°a, 43°a, 45°a Biennale Internazionale
d'arte di Venezia, Documenta VI-Kassel e la Quadriennale d'Arte di Roma
Gianfranco Baruchello
Titolo: Interno Sensibile
Curatore : Carla Subrizi / Angelo Bianco
Sedi: Fondazione SoutHeritage per l'arte contemporanea - Via F.sco Paolo Volpe 6
Matera
Periodo: 25 novembre 2006 > 27 gennaio 2007
Orari: dal martedì al sabato 16.00 > 19.30 – ingresso libero
Opening: sabato 25 novembre ore 18.00
Info: T. +39 0835 240348 / F. +39 0835 336425 /
southeritagepress@southeritage.org
http://www.southeritage.org
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