mostre, spettacoli e cultura in Campania

 

       
 
Sei un artista, giornalista, gallerista...?  entra a far parte degli  Amici di Informarte >>>
In Informarte

Prima Pagina

Mostre in Italia
Spettacoli e Musica
Conferenze e Seminari
Premi e Concorsi
Archeo News
L'Occhio su...
Artisti in Mostra
I luoghi dell'Arte
Recensioni libri
Presentazioni Libri

Indice Links

Archivio articoli

Advertising

GEA: Guide Turistiche Campane

NetWork
Utilità
::Glossario
Termini artistici

::Visite Guidate
Prenota una visita guidata in Campania

::Orari treni FS

::Ricerca Hotels

::Avis Autonoleggio

Il numero verde gratuito per avere tutte le informazioni sugli eventi culturali:
Numero verde
Servizio del Ministero per i Beni e le Attività culturali
Cerca un Libro
Titolo:
Autore:
Editore:
Argomento:

Speciale Pompei
::Arte a Pompei

::Il Mosaico

::I quattro stili della pittura Pompeiana

::Elementi tipologici nella pittura romana

::La natura morta nella pittura vesuviana

::Quadri Mitologici delle case romane

Hotel in Campania

Hotel a Pompei >>

Hotel a Sorrento>>

Encyclopedia
· Glossario termini artistici
· Autori all'Opera
· Biografie
· Video ad Arte
Informarte è su...
Profilo Facebook di Informarte Puntoorg

pubblica le tue opinioni sulle mostre e gli eventi ai quali hai assistito, raccomandaci una visita a...
Se hai una galleria o sei un'artista e vuoi invitare gli amici di informarte a visitarti in occasione di un evento fallo qui o proponi un nuovo argomento.
Segnala o leggi qui>>>
Archivio Italia: 2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Pubblicato Wednesday, 31 May 2006 alle ore 13:05 da informarte
 


Archivio articoli Venerdì prossimo, 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica Italiana, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha disposto l’entrata gratuita in tutti i musei e luoghi d’arte dello Stato.

L'iniziativa, programmata per la prima volta in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Repubblica Italiana, vuole sottolineare l'alta valenza simbolica ed il particolare significato della memoria storica del popolo italiano.



LA STORIA DELLA FESTA DEL DUE GIUGNO

Il 2 giugno 1946 si svolse il Referendum istituzionale che mise fine alla monarchia nel nostro Paese.
Gli italiani scelsero la Repubblica e insieme votarono per eleggere i 556 deputati dell'Assemblea Costituente che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale.

Fu la prima tornata elettorale a vero suffragio universale, in quanto per la prima volta nella storia del paese andarono alle urne anche le donne: si recò a votare l’89,1% degli aventi diritto al voto, pari a 24.947.187 italiani.

Il risultato delle urne fu di 12.717.923 voti a favore della Repubblica, contro i 10.719.284 a favore della Monarchia. Al nord Repubblica e Monarchia avevano ottenuto, rispettivamente il 64,8% ed il 35,2%. al centro il 63, 4% ed il 36,6%. La situazione era rovesciata al Sud, dove la Monarchia aveva vinto dappertutto con percentuali del 67,4% contro il 32,6%.

Il capoluogo di provincia più repubblicano era Ravenna con una percentuale del 91,2%; seguiva a ruota Forlì con l'88,3%. Siciliano i comuni più monarchici: Messina (85,4%) e Palermo (84,2%).

Il 13 giugno, Umberto II, "il re di maggio" (10 maggio-13 giugno 1946), partì per l’esilio e la XIII disposizione transitoria della nuova Costituzione vietò l'esercizio dei diritti politici ai membri e ai discendenti di Casa Savoia e l'ingresso in Italia ai discendenti maschi della famiglia.
I Savoia sono tornati in Italia solo il 15 marzo 2003, dopo 57 anni di esilio.

La festività nazionale del 2 giugno, data della fondazione della Repubblica italiana, venne istituita nel 1949. Nel 1977 venne soppressa a causa dell'elevato numero delle festività infrasettimanali e della loro negativa incidenza sulla produttività sia delle aziende che degli uffici pubblici e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di giugno.

La festività è stata ripristinata nel 2001 con la Legge 20 novembre 2000 n.336, in quanto parte fondamentale della memoria storica italiana.

LA BANDIERA ITALIANA

Il tricolore italiano, come bandiera nazionale, nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti".

La bandiera caratterizzata da tre fasce di uguali dimensioni, nell'Italia del 1796 in cui le numerose repubbliche di ispirazione giacobina avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti, erano chiaramente ispirate al modello francese del 1790.

E anche i reparti militari "italiani", costituiti all'epoca per affiancare l'esercito di Bonaparte, avevano stendardi che riproponevano la medesima foggia. In particolare, i vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nello stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verde era il colore delle uniformi della Guardia civica milanese.

Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell'Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera.

Il tricolore fu soffocato dalla Restaurazione, ma continuò ad essere innalzato, quale emblema di libertà, nei moti del 1831, nelle rivolte mazziniane, nella disperata impresa dei fratelli Bandiera, nelle sollevazioni negli Stati della Chiesa.

Durante i moti del 1848 la bandiera divenne il simbolo di una riscossa ormai nazionale, da Milano a Venezia, da Roma a Palermo.

Il 14 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. Ma soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Quest'ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale.

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso a bande verticali e di eguali dimensioni”

L' INNO DEGLI ITALIANI

Dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli.
Scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che precedette la guerra contro l'Austria.
L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia lo resero subito il canto più amato dell'unificazione: non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese.
L'ufficializzazione del “Canto” quale inno nazionale della Repubblica Italiana, avvenne il 12 ottobre 1946.

Il poeta Mameli
Goffredo Mameli dei Mannelli nasce a Genova il 5 settembre 1827.
Studente e poeta precocissimo, di sentimenti liberali e repubblicani, aderisce al mazzinianesimo nel 1847, anno in cui partecipa attivamente alle grandi manifestazioni genovesi per le riforme e compone Il Canto degli Italiani.
Da quel momento in poi dedica la propria vita di poeta-soldato alla causa italiana: nel marzo del 1848, a capo di 300 volontari partecipa alle cinque giornate di Milano, tornato a Genova, collabora con Garibaldi e, in novembre, raggiunge Roma dove, il 9 febbraio 1849, viene proclamata la Repubblica. Sempre in prima linea nella difesa della città assediata dai Francesi, il 3 giugno è ferito alla gamba sinistra: morirà d'infezione a soli ventidue anni.
Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo.


Il musicista Novaro
Michele Novaro nasce il 23 ottobre 1818 a Genova, dove studia composizione e canto.
Secondo tenore e maestro dei cori dei Teatri Regio e Carignano di Torino nonché convinto liberale, offre alla causa dell'indipendenza il suo talento compositivo, musicando decine di canti patriottici e organizzando spettacoli per la raccolta di fondi destinati alle imprese garibaldine.
Di indole modesta, non trae alcun vantaggio dal suo inno più famoso, neanche dopo l'Unità.
Muore povero, il 21 ottobre 1885, dopo aver affrontato difficoltà finanziarie e problemi di salute. Per iniziativa dei suoi ex allievi, gli viene eretto un monumento funebre nel cimitero di Staglieno, dove oggi riposa vicino alla tomba di Mazzini.

STEMMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Il 5 maggio 1948, dopo una due concorsi pubblici, ottocento bozzetti presentati da circa 500 cittadini fra artisti e dilettanti, e un percorso creativo lungo due anni, l'Italia repubblicana ha il suo emblema: una stella dai bordi rossi posta su una ruota dentata ed entrambe circondate da un ramo d' ulivo, a sinistra, e da uno di quercia, a destra.

La vicenda ha inizio nell'ottobre del 1946, quando il Governo di De Gasperi istituì una apposita Commissione, che decise di bandire un concorso nazionale aperto a tutti, basato su poche tracce: esclusione rigorosa dei simboli di partito, inserimento della stella d'Italia, "ispirazione dal senso della terra e dei comuni". Ai primi cinque classificati sarebbe andato un premio di 10.000 lire.

A risultare vincitore fu Paolo Paschetto, di Torre Pellice, in provincia di Torino, professore di ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma. Era di certo un artista polivalente, che passava dalla xilografia alla grafica, dall'olio all'affresco, dalla pittura religiosa al paesaggio e fu autore anche di numerosi francobolli, compresa "la rondine" della prima emissione italiana di posta aerea .

Il suo elaborato fu sottoposto a ulteriori ritocchi da parte dei membri della Commissione e approvato il 31 gennaio 1948. Ultimati altri adempimenti e stabiliti i colori definitivi, si arriva al 5 maggio: il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola firma il decreto legislativo n. 535, che consegna all'Italia il suo simbolo.

Il significato dello stemma
L'emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia.
La stella è uno degli oggetti più antichi del patrimonio iconografico italiano ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo appunto, una stella splende raggiante. Così fu rappresentata nell'iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario (il famoso stellone); la stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l'appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.

La ruota dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".

Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale, mentre la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.

IL VITTORIANO E L'ALTARE DELLA PATRIA


PERCHE' "VITTORIANO"?

Il Vittoriano è il monumento celebrativo costruito a Roma nel 1885 in piazza Venezia, all'incrocio tra Via del Corso e Via Fori Imperiali. Esso prende il nome da Vittorio Emanuele II, il primo re d'Italia, a cui è dedicato.

Alla sua morte nel 1878, infatti, si decise di innalzare un monumento per celebrare il re, considerato il Padre della Patria, artefice dell'unità e della libertà della Nazione e con lui celebrare l'intera stagione risorgimentale.

Il Vittoriano fu ideato come spazio aperto ai cittadini. Il complesso monumentale, costruito in stile neoclassico secondo il disegno di Giuseppe Sacconi, largo 135 metri, profondo 130 e alto 81, per una superficie totale di 17.550 m2, venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911.

STRUTTURA e SIMBOLI

Il tema centrale di tutto il monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei: "PATRIAE UNITATI" (All’unità della patria) e "CIVIUM LIBERTATI"(Alla libertà dei cittadini). Il Vittoriano è infatti la rappresentazione non solo allegorica, dell’Italia Unita e tutte le decorazioni di cui è costituito sottolineano l'importanza fondamentale di questo tema.

Alla base del Vittoriano si trovano le Fontane dei due mari, poste ai lati dello stesso: la fontana di sinistra, di Emilio Quadrelli, rappresenta il mare Adriatico, rivolto a Oriente, con il Leone di San Marco. A destra il Tirreno, di Pietro Canonica, con la lupa di Roma e la sirena Partenope.

Al Vittoriano si accede attraverso un'ampia scalinata, e la salita è accompagnata da sei gruppi scolpiti, due in bronzo dorato e quattro in botticino, il marmo bresciano che riveste tutto il monumento. Essi rappresentano allegoricamente i Valori civili del popolo italiano: azione, pensiero, concordia, diritto, forza, sacrificio.

Al centro della scalinata si trova il Monumento al Milite Ignoto, detto anche Altare della Patria, dove il 4 novembre 1921 fu sepolto un anonimo soldato della Prima Guerra Mondiale in ricordo dei tantissimi caduti durante la Grande Guerra e rimasti senza sepoltura o non identificati.
Veglia tomba del Milite Ignoto la grande statua della dea Roma nelle sembianze di Minerva, opera di Angelo Zanelli.

Procedendo in alto, gli altorilievi delle quattordici città italiane fungono da piedistallo della statua equestre di Vittorio Emanuele II. Le città rappresentate (Genova, Milano, Bologna, Ferrara, Pisa, Mantova, Urbino, Palermo, Firenze, Torino, Ravenna, Amalfi, Napoli, Venezia) che furono capitali o Repubbliche marinare, sono di Eugenio Maccagnani.

La figura a cavallo di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia, è il perno del monumento.
Fu realizzata fondendo 50 tonnellate di bronzo, ricavate da cannoni forniti dal Ministero della Guerra. La statua equestre, affidata ad Enrico Chiaradia nel 1889, e completata da Emilio Gallori, fu inaugurata il 4 giugno del 1911. Le dimensioni sono gigantesche: è lunga 10 metri ed alta 12.

A fare da quinta alla statua equestre c'è il portico, lungo 72 metri, contenente sedici statue, una per ognuna delle sedici regioni italiane di fine Ottocento. La realizzazione di ciascuna delle statue, alte 3,5 metri, rappresentanti Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Calabria e Sardegna, venne affidata ad uno scultore di ogni Regione.

Le Quadrighe simboleggiano l'Unità e la Libertà. Collocate nel 1927, portano il monumento all'altezza di 81 metri dalla quota di Piazza Venezia. Sono di Carlo Fontana e Paolo Bartolini.

Il Vittoriano è inoltre ricco di simboli vegetali. Ecco i più ricorrenti: palma (vittoria); quercia (forza); alloro (valore, pace vittoriosa); mirto (sacrificio); ulivo (pace, concordia).

Con la fine del regime fascista e la scelta mediante referendum tra monarchia e repubblica, il popolo italiano ha ritrovato nel Vittoriano e soprattutto nell'Altare della Patria il simbolo d'unità nazionale che si celebra sulle sue scale a date fisse: il 25 aprile, festa della liberazione, il 2 giugno festa delle repubblica e il 4 novembre festa della vittoria e giornata delle forze armate.
Anche il recente restauro, durato quasi vent'anni, ha contribuito a riavvicinare sensibilmente il monumento alla città.

LA VISITA

La visita al Vittoriano è gratuita ed avviene su un percorso obbligato. L’accesso è libero da Piazza Venezia
Si può visitare tutti i giorni dalle 100. alle 16.00, escluso il lunedì.

Fonte MiBAC





Visita Amici di Informarte


Visite guidate in Campania >>>

Strutture ricettive consigliate in Campania:

Hotel a Pompei >>>

Hotel a Sorrento >>>


 
Web www.informarte.org


 
Related Websites

Opzioni

 Pagina Stampabile  Pagina Stampabile

 Invia questo Articolo ad un Amico  Invia questo Articolo ad un Amico

Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Commenti NON Abilitati per gli Anonimi, registrati
Suggerimenti:
Previsioni meteo
advertising
Arte rubata


Arma dei Carabinieri
Motore di ricerca sulle opere d''arte rubate per non cadere in incauti acquisti o in raggiri.

GiochiGratis
·Tabla - La Tavola Magica
·Block N Roll - Incastro fatale
·Koala Checkers - Dama
·Bungee Rescue - Salvataggio in elicottero
·B29 Assault
·Connect-It
·Faraone
·Cosmic Switch
·Cubeez
· Superbike GP - Supermoto

Altro...
Latinità da salvare
latinità da salvare raccoglie i risultati di un progetto di ricerca e traduzione, particolarmente di antichi documenti in latino d''epoca medievale e moderna (libri, manoscritti, epigrafi, ecc.), che tuttora giacciono sepolti nelle biblioteche o sulle pareti di monumenti storici.
Vai al Sito >>>

InformarteVideo


Visita il canale Informarte in Youtube >>>

 
Per gallerie, musei, uffici stampa:
Invia qui il tuo comunicato >>
Informazioni e contatti >>


Gli articoli pubblicati su www.informarte.org sono inviati alla nostra redazione da uffici stampa e/o giornalisti che collaborano con noi in maniera indipendente.
La fonte è indicata in calce ad ogni articolo.


Pubblicità su questo sito? Clicca qui >>


Informativa ai sensi della Legge 62/2001: questo sito viene aggiornato senza fissa periodicità e soltanto quando necessita segnalare notizie ai visitatori e pertanto non può essere considerato un "periodico" e nemmeno un "prodotto editoriale" in quanto gratuito e non pubblicati in forma cartacea.
Informarte è un'idea di Tiberio Gracco



Web site engine's code is Copyright © 2002 by PHP-Nuke. All Rights Reserved. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.