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<title>INFORMARTE - Arte e Cultura</title>
<link>http://www.informarte.org/portal/</link>
<description>Informarte.org</description>
<language>it-IT</language>

<item>
<title>DA BRAQUE A KANDINSKY A CHAGALL. AIMÉ MAEGHT E I SUOI ARTISTI </title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2072</link>
<description>Ferrara, Palazzo dei Diamanti&lt;br&gt;
	&lt;strong&gt;Dal 28 febbraio al 2 giugno 2010&lt;/strong&gt; &lt;br&gt;
	 &lt;br&gt;
&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.informarte.org/images/stories/003a.jpg&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;6&quot; vspace=&quot;6&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;183&quot;&gt;Palazzo dei Diamanti dedica la mostra di primavera ad una figura chiave 
	della scena artistica del secondo Novecento. Amico di maestri come Bonnard, 
	Matisse, Braque, Chagall, Miró e Giacometti, Aimé Maeght fu un editore di 
	fama e soprattutto il fondatore a Parigi di una delle gallerie più 
	innovative del secolo, nonché, a Saint-Paul de Vence, della Fondation 
	Marguerite et Aimé Maeght, un tempio dedicato alla creazione artistica e un 
	crocevia internazionale di pittori, scultori, scrittori, musicisti e 
	intellettuali.&lt;br&gt;
	Aimé Maeght promosse l’attività di maestri affermati e contribuì alla 
	nascita di una nuova stagione della loro arte incoraggiandoli a utilizzare, 
	oltre alla pittura, altri linguaggi. Nello stesso tempo si dimostrò attento 
	alle ricerche delle generazioni più giovani, dando prova di saper competere 
	con le gallerie americane protagoniste del rinnovamento artistico del 
	secondo dopoguerra. Inoltre, la sua instancabile attività di editore 
	attrasse grandi personalità del mondo artistico e intellettuale, dal cui 
	confronto nacquero straordinarie creazioni collettive.&lt;br&gt;
	Per approfondire la conoscenza di un capitolo così avvincente della storia 
	dell’arte moderna, Ferrara Arte organizza la mostra Da Braque a Kandinsky a 
	Chagall. Aimé Maeght e i suoi artisti. L’esposizione, a cura di Tomàs 
	Llorens e Boye Llorens, è anche l’occasione per studiare un aspetto della 
	storia dell’arte del Novecento fino ad oggi poco indagato ma assolutamente 
	fondamentale: il mercato dell’arte e i suoi principali animatori, i mercanti 
	e i galleristi.&lt;br&gt;
	Un centinaio di opere, soprattutto dipinti, ma anche sculture, ceramiche, 
	disegni, incisioni, affascinanti fotografie e volumi illustrati delle 
	Edizioni Maeght, permettono di ripercorre il ventennio d’oro che va 
	dall’apertura della galleria parigina nel 1945 all’inaugurazione della 
	Fondazione, nel 1964. &lt;br&gt;
	 &lt;br&gt;
	&lt;a href=&quot;http://www.informarte.org/index.php?option=com_joomgallery&amp;func=detail&amp;id=44&amp;Itemid=77%E2%8C%A9%3Dit&amp;#9001;=it&quot;&gt;
	Galleria immagini &gt;&gt;&gt;&lt;/a&gt; &lt;br&gt;
 &lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>AMEDEO MODIGLIANI </title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2071</link>
<description>Gallarate, MAGa&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Dal 19 marzo al 19 giugno 2010&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
	&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.informarte.org/images/stories/3_nu%20couche%20agnellia.jpg&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;6&quot; vspace=&quot;6&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;129&quot;&gt;Modigliani 
inaugura la nuova sede&lt;br&gt;
del MAGa Museo d’Arte di Gallarate.&lt;br&gt;
Con le sue 5 mila opere, il Museo&lt;br&gt;
è tra le più importati istituzioni italiane per il contemporaneo&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Il 19 marzo 2010, con un omaggio ad Amedeo Modigliani la Fondazione Galleria 
d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella Onlus, presieduta da Angelo 
Crespi, inaugura la sua nuova sede museale. La Fondazione è stata costituita nel 
dicembre 2009 e ha come soci fondatori il Ministero per i Beni e le Attività 
Culturali e il Comune di Gallarate, l’accordo è stato siglato dal Ministro 
Sandro Bondi e dal Sindaco di Gallarate Nicola Mucci. A seguito di questa svolta 
istituzionale il museo, storicamente conosciuto come Civica Galleria d’arte 
moderna di Gallarate, acquisisce il nome di Museo d’Arte di Gallarate MAGa. &lt;br&gt;
La mostra inaugurale è un omaggio ad Amedeo Modigliani curato da un comitato 
scientifico presieduto da Claudio Strinati, a cui partecipano tra gli altri 
Beatrice Buscaroli che cura il catalogo, Luis Godart, Consigliere per la 
Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana, 
Sandrina Bandera, direttrice di Brera, Maria Cristina Bandera, direttrice della 
Fondazione Longhi, Emma Zanella, direttrice del MAGa, Claudio Salsi, direttore 
dei Musei Civici di Milano, Rudy Chiappini e Renato Miracco. Il coordinamento 
generale della mostra è affidato a Cinzia Chiari, responsabile del censimento 
delle opere e della valorizzazione del patrimonio della Collezione d’Arte di Eni 
Spa.&lt;br&gt;
L’allestimento è curato da Maurizio Sabatini, scenografo di Baaria di Giuseppe 
Tornatore, che ha studiato una messa in scena sobria e raffinata dove 20 
capolavori di Modigliani trovano una perfetta collocazione intorno al “Nudo 
coricato con le mani unite” della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, quadro 
scelto per la comunicazione e la copertina del catalogo prodotto da Electa. A 
chiudere la mostra 50 splendidi disegni provenienti dai più grandi musei e dalle 
più grandi collezioni italiane e internazionali, e oltre 250 documenti originali 
che ripercorrono la vita del grande artista di cui quest’anno ricorrono i 90 
anni dalla morte.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Edward Hopper a Roma </title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2070</link>
<description>&lt;strong&gt;16 febbraio – 13 giugno 2010&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Fondazione Roma Museo - Via del Corso 320, Roma
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;img border=&quot;1&quot; src=&quot;http://www.informarte.org/images/stories/secondstory_214x170.jpg&quot; hspace=&quot;6&quot; vspace=&quot;6&quot; width=&quot;214&quot; height=&quot;170&quot; align=&quot;left&quot;&gt;Per la prima volta in Italia, Roma e Milano rendono omaggio all’intera 
carriera di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista americano 
del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro 
paese. Accolta dal pubblico con grande successo nella sede di Palazzo Reale a 
Milano, con oltre 180 mila visitatori, la mostra è attesissima a Roma, dove sarà 
aperta al pubblico il 16 febbraio 2010 nelle sale del Museo Fondazione Roma, con 
importanti novità: l’arrivo di altri capolavori dai musei americani, un 
originale e suggestivo allestimento e una nuova edizione del catalogo. Promossa 
dalla Fondazione Roma, cui si deve l’impulso iniziale alla realizzazione 
dell’evento, grazie all’iniziativa del Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco 
Maria Emanuele, la mostra è prodotta con il Comune di Milano – Cultura ed 
Arthemisia Group, in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New 
York e la Fondation de l’Hermitage di Losanna. “Edward Hopper – afferma Il Prof. 
Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Roma – è 
senza dubbio uno degli artisti americani più significativi del XX secolo, che ha 
dato visibilità, trasferendoci sentimenti e sensazioni originali, ad un’America 
meno sfolgorante di quella che l’iconografia tradizionale ci ha trasmesso in 
quell’epoca. Un’America dai contorni meno monumentali, meno attrattivi: 
un’America del quotidiano, fatta di posti apparentemente anonimi, ma in cui 
pulsa la vita di tutti i giorni di quella “middle-class” che costruisce, lo si 
voglia riconoscere o meno, la vera forza di quella grande nazione. Nel contesto 
di questa America che possiamo definire in crescita tumultuosa, Hopper 
visualizza gli aspetti più borghesi, più intimi, dando loro tuttavia una patina 
originale, nella quale – con grande crudezza, frutto di una sua visione 
personale – ci mostra, nel contesto urbano e agricolo, i sentimenti di una 
stagione dell’anima che sono la conseguenza della solitudine e dell’alienazione 
dell’uomo. E’ con grande orgoglio, quindi, che presentiamo questa mostra a Roma, 
augurandoci che questa operazione da noi promossa d’intesa con il Comune di 
Milano ed Arthemisia Group, realizzata grazie alla partnership con il Whitney 
Museum of American Arts e con la Fondazione dell’Hermitage di Losanna, oltre che 
rappresentare un contributo al grande artista americano, costituisca 
un’ulteriore testimonianza della nostra attenzione al processo di osmosi 
interculturale che da sempre muove l’attività del Museo della Fondazione Roma. 
&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Schiele e il suo tempo </title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2069</link>
<description>&lt;strong&gt;Dal 25 febbraio al 6 giugno 2010 &lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Milano, Palazzo Reale&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Realizzata in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, promossa dal 
Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo 
Reale e Skira Editore. Curata da Franz Smola, conservatore del museo austriaco, 
l’esposizione presenta circa 40 dipinti e opere su carta dell'artista Egon 
Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, 
Moser e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento. 
“Egon Schiele e la Vienna del primo Novecento rivivono nelle sale di Palazzo 
&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.informarte.org/images/stories/schiele.jpg&quot; align=&quot;left&quot; width=&quot;350&quot; height=&quot;552&quot; hspace=&quot;6&quot; vspace=&quot;6&quot;&gt;Reale con la grande esposizione promossa dal Comune di Milano che pone al centro 
dell’attenzione una stagione della Mitteleuropa attraversata da un intenso 
fermento culturale e insieme dalle contraddizioni e dai conflitti che porteranno 
alla prima guerra mondiale – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano 
Finazzer Flory -. L’obiettivo è quello di restituire al pubblico la ricchezza di 
un’epoca irripetibile e di una città-simbolo, Vienna, che in quegli anni 
rappresenta il tormentato destino del vecchio Continente&quot;. La mostra 
ricostruisce attorno alla figura di Schiele, il clima culturale di Vienna nei 
primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della Secessione, 
attraversando le tendenze espressioniste della generazione successiva, fino al 
1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di Klimt 
e Schiele. Un breve ma intenso periodo, in cui Vienna, da centro della cultura 
mitteleuropea, diventa teatro di rovina della vecchia Europa. Si tratta di una 
rara occasione per ammirare, affiancati alle oltre quaranta grandi opere esposte 
di Schiele, tra cui i celeberrimi Donna inginocchiata in abito rosso, 1910, Moa, 
1911, Autoritratto con alchechengi, 1912, Case con bucato colorato, 1914, Donna 
accovacciata con foulard verde, 1914, Nudo disteso, 1917, altri capolavori 
dell’Espressionismo austriaco come Ritratto di Henryka Cohn del 1908 di Richard 
Gerstl, Venere nella grotta del 1914 di Koloman Moser, Autoritratto con una mano 
che sfiora la guancia del 1918-1919 di Oskar Kokoschka, che per la prima volta 
sono riuniti in un progetto tanto ambizioso, quanto completo ed esaustivo. 
Schiele nasce nel 1890 a Tulln, una cittadina nei pressi di Vienna. A quell’epoca, 
la capitale asburgica conosce una straordinaria crescita demografica ed è un 
centro commerciale e culturale fiorente e di forte richiamo, riferimento per le 
menti più vivaci dell’impero. Il clima artistico è animato in quegli anni dallo 
scontro di correnti di stampo opposto e dall’affermarsi di spinte innovative 
quali, prima fra tutte, la Secessione fondata nel 1898, presieduta da Gustav 
Klimt. Essa riconosce all’arte il ruolo di forza propulsiva, ma anche di 
denuncia della realtà e, in quanto tale, di forza redentrice dal falso moralismo 
della società dominante. L’inclinazione a contenuti simbolici, così come 
l’abbandono della prospettiva, la centralità della figura umana incastonata in 
uno spazio piatto, sono elementi tipici dell’arte secessionista, ripresi ed 
estremizzati dall’Espressionismo. All’epoca della fondazione della Secessione, 
Schiele è solo un bambino, sebbene artisticamente dotato e con una forte 
passione per il disegno. Più tardi, studente dell’Accademia, il suo stile sembra 
aver già assorbito molto delle innovazioni della nuova corrente artistica, e in 
particolare della lezione di Klimt. Ma già un anno dopo queste relazioni 
sembrano essere state superate. In un lasso di tempo brevissimo, infatti, in 
Austria, e più propriamente a Vienna, si assiste allo sviluppo di 
controtendenze, ovvero di tendenze espressioniste, da parte di giovani artisti 
“dissidenti&quot;, primi tra tutti Schiele, Kokoschka, Gerstl, appartenenti alla 
generazione successiva a quella di Klimt, Moll, Moser e di altri secessionisti. 
Tutto ciò accade in un frangente storico significativo, cioè mentre l’Impero 
Asburgico avanza nel proprio declino, mettendo in crisi un mondo dalle 
fondamenta secolari. Non a caso, proprio in questo momento storico, mentre Freud 
scrive l’Interpretazione dei sogni, interrogandosi sulle pulsioni e le paure 
umane, a Vienna forti spinte creatrici demoliscono i saldi principi delle 
maggiori arti. Se in ambito musicale Schönberg introduce il metodo dodecafonico, 
dal punto di vista prettamente formale, il vincolo della linea netta e regolare 
tipico della Secessione, viene superato a favore di un tratto più libero e 
sciolto – si guardi l’ultimo Klimt – per diventare tormentato nei giovani 
Schiele e Kokoschka. Ciò che accomuna sotto la stessa etichetta i giovani 
artisti, è il rifiuto della tradizione, l’uso di un segno primitivo ed 
elementare, l’impiego antinaturalistico del colore, la tendenza alla 
deformazione e alla riduzione delle forme a pure sagome (particolarmente 
evidenti in Albin Egger-Lienz), un linguaggio pittorico convulso e corposo, come 
per Anton Kolig nelle cui opere, le campiture cromatiche e le costruzioni 
spaziali sono tipiche del Fauvismo e memori di Cézanne; o nelle opere di Herbert 
Boeckl, pittore del secondo Espressionismo, che sintetizza la poetica di Schiele 
e Kokoschka con quella cezanniana.
&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Da Corot a Monet. La sinfonia della natura </title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2068</link>
<description>&lt;b&gt;Dal 6 marzo al 29 giugno 2010&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
Complesso del Vittoriano di Roma
&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Una prestigiosa esposizione che per la prima volta mette in relazione le straordinarie innovazioni, attraverso cui gli Impressionisti rivoluzionarono la pittura tradizionale, con una comprensione più ampia della natura, della cultura e della modernizzazione del loro tempo. Oltre 170 opere tra dipinti, opere su carta e fotografie d’epoca, queste ultime mai esposte prima in Italia, ripercorrono l’evoluzione della rappresentazione della natura nella pittura francese dell’Ottocento, partendo dalle prime innovazioni ai canoni classici apportate dai pittori della Scuola di Barbizon, esplorando a fondo la rivoluzione degli Impressionisti, per arrivare al trionfo cromatico delle Ninfee di Monet.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Caravaggio la strage nel silenzio</title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2067</link>
<description>Presentazione del libro di Augusto Nola &quot;Caravaggio la strage nel silenzio&quot; che avrà luogo il 22 gennaio p.v. alle ore 18,30, presso la Sala Margana - Piazza Margana 41 a Roma. Presenteranno il volume Stefano Dominella e Giovanna Napolitano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;

Seguirà degustazione di vini offerti dall'azienda agricola Marisa Pouchain Taffari.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Caravaggio </title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2066</link>
<description>&lt;img alt=&quot; &quot; hspace=&quot;5&quot; 
src=&quot;http://www.informarte.org/immagini/pcarav.jpg&quot; align=&quot;left&quot; vspace=&quot;5&quot; 
border=&quot;1&quot;&gt;
&lt;b&gt;Dal 20 febbraio 2010 al 13 giugno 2010&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Roma, Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio, 16&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;bR&gt;

Nel quattrocentesimo anniversario, dal 19 febbraio 2010 alle Scuderie del Quirinale in Roma, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ci  svolgerà la mostra antologica su Caravaggio.&lt;br&gt;

Caravaggio non dipinse molto in vita sua. Perché la vita prese spesso il sopravvento sull’arte. E nonostante ciò, nel corso dei secoli sono state attribuite a Michelangelo Merisi molte opere. Per alcuni troppe, per altri semplicemente dubbie.
&lt;br&gt;
La mostra alle Scuderie del Quirinale vuole offrire al pubblico solo e soltanto la produzione certa, la summa indiscutibile del Maestro. Una carrellata di quadri straordinari, perché straordinaria è la tecnica, la visione e l’innovazione di Caravaggio nell’arte che ne hanno fatto un pittore unico, perché nessuno prima e dopo di lui ha saputo &quot;dare luce al buio&quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli a Torino</title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2065</link>
<description>&lt;img alt=&quot; &quot; hspace=&quot;5&quot; 
src=&quot;http://www.informarte.org/immagini/2009/pagnelli.jpg&quot; align=&quot;left&quot; vspace=&quot;5&quot; 
border=&quot;1&quot;&gt;&lt;b&gt;di Nadia Parlante &lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;

Il  Lingotto, luogo simbolo della Fiat e della Torino operaia, è diventato da quasi un decennio,  un punto di riferimento artistico importante per il capoluogo piemontese.  Era il 2002 quando l’Avvocato Giovanni Agnelli  e sua moglie Marella, decidevano di esporre la loro collezione privata  all’interno dello storico stabilimento e inauguravano la mostra permanente. La pinacoteca rappresenta l’ultima fase della trasformazione architettonica  dell’ex fabbrica in struttura multifunzionale che annovera, oltre al nucleo direzionale FIAT, un frequentatissimo centro commerciale, un Auditorium, la sede distaccata del Politecnico, Lingotto Fiere, un multisala e vari alberghi. L’esposizione si trova all’ultimo piano del Lingotto, nello “Scrigno” progettato da Renzo Piano. Si tratta di una struttura in legno, acciaio e cristallo a forma di astronave. Essa si inserisce perfettamente nel  progetto innovativo tracciato agli inizi del Novecento dall’architetto Giacomo Mattè Trucco, quando, sull’esempio della Ford americana, egli  costruiva proprio a Torino, il primo edificio industriale italiano. &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Santa Maria egiziaca a forcella</title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2064</link>
<description>&lt;b&gt;domenica 17 gennaio 2010&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Corso Umberto I, 208 Napoli&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Domenica 17 gennaio l’Associazione Siti Reali Onlus condurrà alla scoperta della chiesa di Santa Maria Egiziaca a Forcella, autentico gioiello di arte e di architettura tardo barocca. L’appuntamento con gli operatori Siti Reali è alle ore 10.00 davanti alla chiesa, in Corso Umberto I, 208. &lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

<item>
<title>Il San Giovanni Battista di Leonardo, dopo Milano approda anche a Roma</title>
<link>http://www.informarte.org/portal//modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=2063</link>
<description>&lt;b&gt;Dal 01 gennaio 2010 al 31 gennaio 2010 &lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Roma, Palazzo di Venezia &lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
L’opera giunge nella Capitale grazie al partenariato tra Eni e Louvre e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la promozione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero degli Affari Esteri, tramite l'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede.&lt;br&gt;
&lt;b&gt;Fino al 31 Gennaio l'ingresso alla mostra è gratuito.&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;</description>
</item>

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