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Recensioni: Storia dell’arte nell’Italia meridionale |
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IL MEZZOGIORNO AUSTRIACO E BORBONICO
Recensione di Gerardo Pecci
Il 27 aprile 2009 è terminata la stampa dell’opera di Francesco Abbate “Storia dell’arte nell’Italia meridionale”. Il quinto e ultimo volume conclude un lavoro impegnativo di sintesi delle ricerche storico-artistiche che hanno caratterizzato il racconto delle esperienze artistiche dell’Italia meridionale dall’età longobarda a quella borbonica.
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Recensioni: SPLENDORI DEL BAROCCO DEFILATO. Catalogo della mostra. |
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Recensione libraria di Gerardo Pecci
«Carlo Levi non ha nulla a che fare con Eboli. Può sembrare una provocazione, forse lo è. Lo scrittore torinese ha inteso Eboli come un “topos” non solo geografico, ma storico-culturale. La cittadina della Piana del Sele è uno spartiacque tra la cultura ufficiale, libresca, e quella antropologica e popolare fatta di mille credenze di un popolo per certi versi ancora legato a miti e riti di un mondo ancestrale e contadino, eppure così ricco, variegato e complesso, quale è quello della Lucania da lui descritta così magistralmente.» È quanto scrivevo (p.3) nella presentazione al catalogo della mostra di artisti contemporanei “Omaggio a Carlo Levi”, svoltasi a Eboli tra dicembre 2004 e gennaio 2005. Oggi, a integrare questa mia opinione e a rivendicare maggiore dignità culturale del Mezzogiorno a Sud di Napoli, e di Eboli, interviene Mario Bozzo, presidente della Fondazione Carical, che nel catalogo della mostra “Splendori del Barocco defilato” scrive in modo significativo: «…Cristo non si è fermato davvero a Eboli, e le zone periferiche o defilate hanno sempre manifestato sul terreno della cultura e dell’arte una vivacità creativa che merita di essere finalmente riconosciuta e apprezzata in tutta la sua vera dimensione.» (p.9). In ciò è lo spirito della mostra “Splendori del barocco defilato. Arte in Basilicata e ai suoi confini da Luca Giordano al Settecento”, a cura di Elisa Acanfora, Matera, Palazzo Lanfranchi, Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata, 9 luglio – 1 novembre 2009; Potenza, Palazzo Loffredo, Galleria Civica Comunale, 11 luglio – 18 ottobre 2009.
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Recensioni: IL DISEGNO NELLA STORIA DELL’ARTE ITALIANA |
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Recensione libraria di Gerardo Pecci
“Per mezzo del solo disegno egli è facile di esprimersi agli occhi de’ riguardanti, d’una maniera da essere inteso. Un sol tratto di penna o di carbone fa riconoscere la cosa che uno vuole esprimere. Il colore da per sé solo è incapace di farlo.”Questa frase di P.J. Mariette (1733) evidenzia e racchiude, forse, il senso del disegno come espressione della realtà, del mondo visibile. Ed è, forse, anche la più valida presentazione al bel volume, che mancava nella manualistica storico-artistica italiana contemporanea, di Francesco Negri Arnoldi e di Simonetta Prosperi Valenti, dal titolo Il disegno nella storia dell’arte italiana (Carocci editore, Roma). Questo denso e importante saggio colma un vuoto pressoché clamoroso nei testi
di studio universitari in quanto bisognava far riferimento a voci
enciclopediche, spesso disorganiche e a volte confuse. In questo testo, invece,
la materia viene trattata in modo semplice, piana, ma organicamente costruita in
rapporto all’importanza che il disegno ha avuto dall’antichità ad oggi.
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Recensioni: VIGEZZINI DI FRANCIA |
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Firmato da Dario Gnemmi, storico d'arte e studioso ossolano recentemente scomparso, il volume racconta la storia della pittura della valle Vigezzo e degli artisti che l'hanno animata per oltre un secolo nel suo periodo di massimo splendore, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.
Il libro nasce dalla volontà dell'autore di rompere l'inspiegabile silenzio della critica intorno all'arte vigezzina, i cui esponenti hanno saputo, pur nel proprio isolamento geografico e culturale, sviluppare percorsi artistici paralleli ai più noti movimenti europei, come l'impressionismo di Paul Cézanne, l'espressionismo di Edward Munch, il cubismo di Pablo Picasso e la "pittura informale", talvolta divenendone inconsapevoli esponenti o, addirittura, involontari anticipatori. Il volume si presenta come una miscela di analisi di opere, tecniche e correnti artistiche, biografie dei pittori e dei luoghi, che porta finalmente alla luce un nuovo e prezioso tesoro artistico - culturale, rimasto sinora incomprensibilmente nascosto.
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Recensioni: PASQUALE CIAO - LE RADICI E IL MITO. MAGIE E SCULTURE |
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Recensione libraria di Gerardo Pecci
Riti, miti, magia, morte e resurrezione. Forse è questo il senso o il plurisenso dell’arte scultorea, ma anche grafica e pittorica, di Pasquale Ciao. In parte questo mondo poliedrico è presente nel catalogo della sua mostra scultorea svoltasi a Roma a Castel Sant’Angelo, Sale Pio IV (dal 13 marzo al 13 aprile 2008) dal titolo “Le radici e il mito. Magie e sculture”, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, retta da Claudio Strinati.
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Arma dei Carabinieri
Motore di ricerca sulle opere d''arte rubate per non cadere in incauti acquisti o
in raggiri.
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latinità da salvare raccoglie i risultati di un progetto di ricerca e traduzione, particolarmente di antichi documenti in latino d''epoca medievale e moderna (libri, manoscritti, epigrafi, ecc.), che tuttora giacciono sepolti nelle biblioteche o sulle pareti di monumenti storici.
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