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di Nadia Parlante
Il Lingotto, luogo simbolo della Fiat e della Torino operaia, è diventato da quasi un decennio, un punto di riferimento artistico importante per il capoluogo piemontese. Era il 2002 quando l’Avvocato Giovanni Agnelli e sua moglie Marella, decidevano di esporre la loro collezione privata all’interno dello storico stabilimento e inauguravano la mostra permanente. La pinacoteca rappresenta l’ultima fase della trasformazione architettonica dell’ex fabbrica in struttura multifunzionale che annovera, oltre al nucleo direzionale FIAT, un frequentatissimo centro commerciale, un Auditorium, la sede distaccata del Politecnico, Lingotto Fiere, un multisala e vari alberghi. L’esposizione si trova all’ultimo piano del Lingotto, nello “Scrigno” progettato da Renzo Piano. Si tratta di una struttura in legno, acciaio e cristallo a forma di astronave. Essa si inserisce perfettamente nel progetto innovativo tracciato agli inizi del Novecento dall’architetto Giacomo Mattè Trucco, quando, sull’esempio della Ford americana, egli costruiva proprio a Torino, il primo edificio industriale italiano.
L’ ascensore di cristallo conduce sul tetto del Lingotto, accanto alla storica pista di prova per le auto Fiat dove campeggia, a quaranta metri d’altezza, la famosa Bolla, avveniristica sala conferenze dotata di eliporto, ideata dal Piano alla fine degli anni Ottanta. E’ un punto d’osservazione privilegiato questo.
Torino vi si raccoglie tutt’intorno, distesa tra le Alpi innevate e le colline, la periferia industriale e il centro storico.
Il vecchio e nuovo, il passato e il futuro, si fondono in questa città senza troppi traumi e il Lingotto sembra simboleggiarne la sua duplice, a volte enigmatica, natura.
Anche la scelta delle opere esposte nello Scrigno non risponde ad un preciso criterio stilistico, ma a predilezioni dei collezionisti che, cercando il bello tra l’antico e il moderno, hanno colto la carica straordinariamente innovativa di artisti determinanti per l’arte moderna.
Ed ecco che opere così diverse per epoca e stile, si danno appuntamento nella luminosissima casa di vetro. Dall’ Alabardiere del Tiepolo, alle vedute del Canaletto e del Bellotto, alle splendide Danzatrici del Canova, fino alla grandi tele di Henry Matisse, passando per la Négresse di Manet e la voluttuosa Baigneuse blonde di Renoir. Accanto ad esse, c’è il Novecento di Amedeo Modigliani, rappresentato dal sensualissimo Nu couché , cui fa eco la languida protagonista dell’Hétaire di Picasso.
Tutte insieme, a testimoniare il tempo senza tempo dell’Arte.
A ben pensarci, l’accostamento “difficile” di questi capolavori, riassume l’evoluzione stessa della storia dell’arte europea, di cui individua gli snodi essenziali.
Dall’estetica minuziosa del particolare, al trionfo del colore sul disegno, fino a raggiungere l’esasperazione futurista che, nei Lancieri di Severini e nella Velocità astratta di Balla, scompone la forma proiettandola verso la quarta dimensione, offrendo al visitatore l’immagine simbolo di una città, perennemente sospesa fra l’orgoglio del suo passato e l’ irresistibile richiamo del futuro.
Sito ufficiale: http://www.pinacoteca-agnelli.it
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