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From the Collections of the Uffizi Gallery. The Genres of Painting: Landscape, Still Life & Portrait Paintings

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10 marzo 2010 – 6 giugno 2010
SHANGHAI, Shanghai Museum

È stata inaugurata ieri al Shanghai Museum la prima tappa della mostra itinerante From the Collections of the Uffizi Gallery. The Genres of Painting: Landscape, Still Life & Portrait Paintings, alla presenza di numerose autorità e di personalità del mondo dell’arte e della cultura, cinesi ed italiane. 

 

Settimana della Cultura 2010

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Dal 16 al 25 aprile 2010 torna la "Settimana della Cultura"

L’evento culturale piu’ atteso dell’anno: la XII Settimana della Cultura.
Il MiBAC apre gratuitamente, per dieci giorni, tutti i luoghi statali dell’arte: monumenti, musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche con dei grandi eventi diffusi su tutto il territorio.
Migliaia di appuntamenti: mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti che renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori.
Un’occasione imperdibile per avvicinarsi alla più grande ricchezza del nostro Paese: il nostro patrimonio artistico e culturale.

 

Da Corot a Monet. La sinfonia della natura

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Dal 6 marzo al 29 giugno 2010
Complesso del Vittoriano di Roma

Frédéric Bazille Veduta di un villaggio, 1868Una prestigiosa esposizione che per la prima volta mette in relazione le straordinarie innovazioni, attraverso cui gli Impressionisti rivoluzionarono la pittura tradizionale, con una comprensione più ampia della natura, della cultura e della modernizzazione del loro tempo. Oltre 170 opere tra dipinti, opere su carta e fotografie d’epoca, queste ultime mai esposte prima in Italia, ripercorrono l’evoluzione della rappresentazione della natura nella pittura francese dell’Ottocento, partendo dalle prime innovazioni ai canoni classici apportate dai pittori della Scuola di Barbizon, esplorando a fondo la rivoluzione degli Impressionisti, per arrivare al trionfo cromatico delle Ninfee di Monet.

La Mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione –, della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

 

Schiele e il suo tempo

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Dal 25 febbraio al 6 giugno 2010
Milano, Palazzo Reale

Realizzata in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, promossa dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura, coprodotta e organizzata da Palazzo Reale e Skira Editore. Curata da Franz Smola, conservatore del museo austriaco, l’esposizione presenta circa 40 dipinti e opere su carta dell'artista Egon Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser e vari altri protagonisti della cultura viennese del primo Novecento. “Egon Schiele e la Vienna del primo Novecento rivivono nelle sale di Palazzo Reale con la grande esposizione promossa dal Comune di Milano che pone al centro dell’attenzione una stagione della Mitteleuropa attraversata da un intenso fermento culturale e insieme dalle contraddizioni e dai conflitti che porteranno alla prima guerra mondiale – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. L’obiettivo è quello di restituire al pubblico la ricchezza di un’epoca irripetibile e di una città-simbolo, Vienna, che in quegli anni rappresenta il tormentato destino del vecchio Continente". La mostra ricostruisce attorno alla figura di Schiele, il clima culturale di Vienna nei primi anni del XX secolo, partendo dalla fondazione della Secessione, attraversando le tendenze espressioniste della generazione successiva, fino al 1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di Klimt e Schiele. Un breve ma intenso periodo, in cui Vienna, da centro della cultura mitteleuropea, diventa teatro di rovina della vecchia Europa. Si tratta di una rara occasione per ammirare, affiancati alle oltre quaranta grandi opere esposte di Schiele, tra cui i celeberrimi Donna inginocchiata in abito rosso, 1910, Moa, 1911, Autoritratto con alchechengi, 1912, Case con bucato colorato, 1914, Donna accovacciata con foulard verde, 1914, Nudo disteso, 1917, altri capolavori dell’Espressionismo austriaco come Ritratto di Henryka Cohn del 1908 di Richard Gerstl, Venere nella grotta del 1914 di Koloman Moser, Autoritratto con una mano che sfiora la guancia del 1918-1919 di Oskar Kokoschka, che per la prima volta sono riuniti in un progetto tanto ambizioso, quanto completo ed esaustivo. Schiele nasce nel 1890 a Tulln, una cittadina nei pressi di Vienna. A quell’epoca, la capitale asburgica conosce una straordinaria crescita demografica ed è un centro commerciale e culturale fiorente e di forte richiamo, riferimento per le menti più vivaci dell’impero. Il clima artistico è animato in quegli anni dallo scontro di correnti di stampo opposto e dall’affermarsi di spinte innovative quali, prima fra tutte, la Secessione fondata nel 1898, presieduta da Gustav Klimt. Essa riconosce all’arte il ruolo di forza propulsiva, ma anche di denuncia della realtà e, in quanto tale, di forza redentrice dal falso moralismo della società dominante. L’inclinazione a contenuti simbolici, così come l’abbandono della prospettiva, la centralità della figura umana incastonata in uno spazio piatto, sono elementi tipici dell’arte secessionista, ripresi ed estremizzati dall’Espressionismo. All’epoca della fondazione della Secessione, Schiele è solo un bambino, sebbene artisticamente dotato e con una forte passione per il disegno. Più tardi, studente dell’Accademia, il suo stile sembra aver già assorbito molto delle innovazioni della nuova corrente artistica, e in particolare della lezione di Klimt. Ma già un anno dopo queste relazioni sembrano essere state superate. In un lasso di tempo brevissimo, infatti, in Austria, e più propriamente a Vienna, si assiste allo sviluppo di controtendenze, ovvero di tendenze espressioniste, da parte di giovani artisti “dissidenti", primi tra tutti Schiele, Kokoschka, Gerstl, appartenenti alla generazione successiva a quella di Klimt, Moll, Moser e di altri secessionisti. Tutto ciò accade in un frangente storico significativo, cioè mentre l’Impero Asburgico avanza nel proprio declino, mettendo in crisi un mondo dalle fondamenta secolari. Non a caso, proprio in questo momento storico, mentre Freud scrive l’Interpretazione dei sogni, interrogandosi sulle pulsioni e le paure umane, a Vienna forti spinte creatrici demoliscono i saldi principi delle maggiori arti. Se in ambito musicale Schönberg introduce il metodo dodecafonico, dal punto di vista prettamente formale, il vincolo della linea netta e regolare tipico della Secessione, viene superato a favore di un tratto più libero e sciolto – si guardi l’ultimo Klimt – per diventare tormentato nei giovani Schiele e Kokoschka. Ciò che accomuna sotto la stessa etichetta i giovani artisti, è il rifiuto della tradizione, l’uso di un segno primitivo ed elementare, l’impiego antinaturalistico del colore, la tendenza alla deformazione e alla riduzione delle forme a pure sagome (particolarmente evidenti in Albin Egger-Lienz), un linguaggio pittorico convulso e corposo, come per Anton Kolig nelle cui opere, le campiture cromatiche e le costruzioni spaziali sono tipiche del Fauvismo e memori di Cézanne; o nelle opere di Herbert Boeckl, pittore del secondo Espressionismo, che sintetizza la poetica di Schiele e Kokoschka con quella cezanniana.

 

Edward Hopper a Roma

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16 febbraio – 13 giugno 2010
Fondazione Roma Museo - Via del Corso 320, Roma

Per la prima volta in Italia, Roma e Milano rendono omaggio all’intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese. Accolta dal pubblico con grande successo nella sede di Palazzo Reale a Milano, con oltre 180 mila visitatori, la mostra è attesissima a Roma, dove sarà aperta al pubblico il 16 febbraio 2010 nelle sale del Museo Fondazione Roma, con importanti novità: l’arrivo di altri capolavori dai musei americani, un originale e suggestivo allestimento e una nuova edizione del catalogo. Promossa dalla Fondazione Roma, cui si deve l’impulso iniziale alla realizzazione dell’evento, grazie all’iniziativa del Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, la mostra è prodotta con il Comune di Milano – Cultura ed Arthemisia Group, in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York e la Fondation de l’Hermitage di Losanna. “Edward Hopper – afferma Il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Roma – è senza dubbio uno degli artisti americani più significativi del XX secolo, che ha dato visibilità, trasferendoci sentimenti e sensazioni originali, ad un’America meno sfolgorante di quella che l’iconografia tradizionale ci ha trasmesso in quell’epoca.

 

AMEDEO MODIGLIANI

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Gallarate, MAGa
Dal 19 marzo al 19 giugno 2010

Modigliani inaugura la nuova sede
del MAGa Museo d’Arte di Gallarate.
Con le sue 5 mila opere, il Museo
è tra le più importati istituzioni italiane per il contemporaneo



Il 19 marzo 2010, con un omaggio ad Amedeo Modigliani la Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella Onlus, presieduta da Angelo Crespi, inaugura la sua nuova sede museale. La Fondazione è stata costituita nel dicembre 2009 e ha come soci fondatori il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Gallarate, l’accordo è stato siglato dal Ministro Sandro Bondi e dal Sindaco di Gallarate Nicola Mucci. A seguito di questa svolta istituzionale il museo, storicamente conosciuto come Civica Galleria d’arte moderna di Gallarate, acquisisce il nome di Museo d’Arte di Gallarate MAGa.

 
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Mostre, convegni, libri, spettacoli teatrali. A 400 anni dalla morte, un fitto calendario di eventi ricorda Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610), il pittore che ha indissolubilmente legato il suo nome al naturalismo tragico e al chiaroscuro. “Il nostro scopo non sarà tanto quello di far conoscere Caravaggio, che è uno dei pittori più noti e apprezzati della storia della pittura, ma indagare meglio la sua figura da un punto di vista iconologico, documentario e delle attribuzioni”, ha detto il presidente del comitato, lo storico dell’arte Maurizio Calvesi, presentando al ministero dei Beni culturali le iniziative in programma. Una sorta di “evergreen”, visto che Caravaggio, secondo il sottosegretario Francesco Giro è “un artista presente nel suo tempo ma anche in tempi diversi, considerata la sua influenza sugli altri pittori” e quindi “un personaggio che richiama la nostra storia e la nostra Capitale” alla vigilia delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità. In tutto sono 20 gli eventi pensati dal comitato nazionale. Dopo il successo di “Caravaggio e Bacon”, appena terminata alla Galleria Borghese, a dare il via al programma la mostra che fino al 13 giugno è ospitata alle Scuderie del Quirinale: 23 tele, “prese del gruppo di opere considerate altamente attendibili nell’attribuzione”, ha sottolineato il curatore Claudio Strinati, come “omaggio” (minimale) al pittore. A Firenze, invece, la Galleria Palatina e gli Uffici ospiteranno “Caravaggio e i caravaggeschi” (22 maggio-15 ottobre), 98 dipinti e 12 disegni per ricostruire il contesto fiorentino, dove nel primo trentennio del ‘600, in opposizione al Rinascimento manierista, si diffuse un naturalismo che reinterpretando la tradizione toscana del ritratto diede vita a un sincretismo inedito nella pittura.